Riferimenti

Gli errori del sistema pensionistico obbligatorio italiano PDF Stampa E-mail

Competenze reali, competenze virtuali: il confronto internazionale come test di verifica

 

Siamo da pochi giorni tornati da Hong Kong dove abbiamo partecipato al congresso internazionale organizzato da tre sezioni dell’Associazione internazionale degli Attuari, l’International Actuarial Association (IAA).

La sezione “Pensions, Benefits and Social Security”, PBSS, è quella cui abbiamo partecipato.

Abbiamo presentato una relazione, sia pure nella moderna versione delle slides “proiettate” da pc, relativa ad uno studio che stiamo conducendo riguardante le più significative evidenze che denotano la possibile esistenza di errori logici, in materia di sostenibilità, nel nuovo modello pensionistico svedese.

Si tratta di uno studio teorico, ma con rilevanti ricadute pratiche: prima fra tutte la valutazione del tasso di rendimento che il sistema pensionistico deve riconoscere al risparmio pensionistico dei suoi iscritti, tasso che, oltre che contribuire a determinare il “tasso di sostituzione della pensione”, ha un ruolo fondamentale ai fini della sostenibilità del sistema stesso.

Abbiamo riscontrato che la nostra relazione era attesa perché il modello realizzato dagli svedesi rappresenta in senso pensionistico quanto di “tecnologicamente più avanzato” oggi si possa trovare a livello mondiale.

La nostra intenzione non è quella di arrivare ad un giudizio negativo sul sistema svedese - poiché è un sistema che apprezziamo sia per la competenza di chi lo ha realizzato e lo sta guidando, sia per la “grande correttezza” che attua in modo realmente operativo e non solo a parole nei confronti dei propri iscritti, il Popolo Svedese - quanto quella di applicare “strumenti di analisi logica”[1] al sistema utili per un suo possibile miglioramento.

Riteniamo che le attese per il nostro intervento non siano andate deluse in base alle significative reazioni che abbiamo registrato, durante e a seguito della presentazione stessa, da parte di esperti internazionali altamente qualificati partecipanti al convegno.

Naturalmente solo i risultati del nostro studio consentiranno di esprimere un giudizio sulla validità della nostra ipotesi e, quindi, sull’utilità dello studio stesso ai fini della realizzazione del nostro proposito migliorativo.

Quello che in questa sede ci interessa prima di tutto fare rilevare è l’importanza che si deve attribuire all’aspetto logico nella valutazione, sotto il profilo della sostenibilità, di un modello pensionistico. Importanza che non deriva solo da una nostra esigenza astratta, ma da un’esigenza concreta e comunemente avvertita dagli esperti che “operano” a livello internazionale, come dimostra la loro attenta e attiva partecipazione alla presentazione della nostra relazione. Esperti che lavorano a “livelli elevati” nelle compagnie di assicurazione, o che lavorano a “livelli elevati” nei Governi, nei Ministeri e negli Enti previdenziali pubblici dei Paesi. Esperti internazionali che hanno preparazione attuariale ed economica. Infatti, per affrontare il tema della sostenibilità è necessaria una concreta ed effettiva preparazione attuariale ed una competenza sui concetti generali di sostenibilità e di equilibrio di un sistema pensionistico, concetti che sono attualmente appannaggio dell’area economica. Concetti di natura logico-matematica che nell’area economica si sostanziano nell’utilizzo del Teorema di Aaron e della condizione di steady state.

Riteniamo che in Italia siano stati commessi “gravi errori” nella “progettazione” del modello del sistema pensionistico obbligatorio, varato con la Riforma del ’95, e che siano stati commessi anche “gravi errori” nella “progettazione” dei modelli del sistema pensionistico obbligatorio privato, ovvero quello relativo alle Casse professionali. Errori che, in particolare con riferimento al sistema obbligatorio pubblico, ne hanno  compromesso pesantemente la sostenibilità. Si tratta in entrambi i casi di sistemi pensionistici obbligatori e, quindi, riferibili alla stessa esigenza di base che un sistema pensionistico deve soddisfare secondo quanto stabilito dal dettato costituzionale all’articolo 38.

Riteniamo, pertanto, che sia necessario creare un confronto, aperto anche alla partecipazione degli esperti internazionali, nel quale si valuti la “correttezza logica” di tali modelli in relazione al problema della sostenibilità e, quindi, l’effettivo stato di salute del nostro sistema pensionistico obbligatorio, sia nella componente pubblica che in quella privata.

La questione è urgente.

E’ importante la presenza di esperti internazionali, cioè di persone con un’effettiva competenza in materia di sostenibilità dei sistemi pensionistici. Ciò può consentire al nostro Paese di uscire da quel circuito di autoreferenzialità in cui si sta inviluppando anche nel settore pensionistico, dove la “realtà virtuale” tende a prevalere sulla “realtà reale” in quanto sempre più spesso accade che la “competenza personale” deriva dalla “carica assunta” e non accade invece, come anche il buonsenso impone, che la carica derivi come conseguenza dalla effettiva competenza personale.

Ad Hong Kong erano presenti in tutto circa 280 esperti internazionali provenienti da 34 Paesi del mondo, di italiani c’eravamo soltanto noi.

Ci siamo domandati:

“Perché nessuno dei tanti esperti italiani dell’area attuariale ed economica che si occupano di sostenibilità dei sistemi pensionistici è presente ad Hong Kong per confrontarsi con i suoi colleghi internazionali?”.

16-05-2012

Copyright © 2012 - Logicaprevidenziale.it - tutti i diritti riservati

 



[1] Si veda “The logical sustainability of the pension system

 


Powered by Joomla!. Designed by: joomla templates vps Valid XHTML and CSS.