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Casse di previdenza: debito, patrimonio, dinamiche reddituali e finanziarie per un contributivo logicamente sostenibile PDF Stampa E-mail

 

Il problema della sostenibilità di una Cassa di previdenza è un problema complesso che non è stato, sino ad ora, affrontato in modo adeguato.

Le disastrose situazioni che le gestioni delle Casse di previdenza di vecchia generazione hanno prodotto in termini di sostenibilità e di equità intergenerazionale ne sono gli inconfutabili testimoni.

La norma di "equilibrio tra entrate contributive e spesa per prestazioni pensionistiche", contenuta nel cosiddetto "decreto salva Italia", non migliora certo la situazione.

Riteniamo oramai inevitabile che le Casse di previdenza passino al sistema contributivo.

Rimanere in un sistema reddituale significa, infatti, continuare a fare delle promesse pensionistiche a priori, basate cioè sui tassi di rendimento impliciti nel sistema stesso, ovvero contenuti nelle sue regole di calcolo, tassi che risultano sostenibili solo se gli effettivi andamenti dei tassi determinanti per la sostenibilità, che sono prima di tutto quello di variazione di una adeguata parte della massa reddituale e quello di rendimento del patrimonio, risultano non inferiori a quelli impliciti.

Rileviamo che sebbene la valutazione di sostenibilità per previsione normativa debba essere effettuata mediante le proiezioni attuariali tuttavia la medesima previsione normativa ha dimenticato di imporre la verifica a posteriori delle ipotesi utilizzate.

Pertanto nel successivo bilancio tecnico si possono riutilizzare le ipotesi di rendimento esplicito ed implicito del sistema utilizzate nel precedente bilancio tecnico anche se, alla prova dei fatti, si sono rivelate assolutamente infondate in quanto eccessivamente ottimistiche.

In tale modo nella realtà virtuale futura del sistema pensionistico rappresentata dalla previsione attuariale del nuovo bilancio tecnico si determina una sostenibilità basata su tassi di rendimento che la realtà ha smentito.

Il problema è che in tale caso, cioè se i tassi determinanti per la sostenibilità risultano nella realtà inferiori a quelli impliciti - e ciò accade quasi sempre, come tutta l'esperienza dimostra, perché i tassi impliciti nelle regole di calcolo della pensione sono troppo elevati - in una logica di tipo reddituale la promessa pensionistica è formulata già in termini di prestazione e, quindi, basandosi sul principio giuridico del diritto acquisito, deve essere comunque rispettata.

Questo fatto determina un ulteriore disavanzo del sistema, disavanzo che risulta "scaricato" sulle generazioni future, con evidente dispregio del principio di equità intergenerazionale e con un'ulteriore compromissione della sostenibilità in quanto basata su di un indebitamento che non può crescere a dismisura come l'esperienza del debito pubblico italiano dimostra.

Invitiamo i giovani professionisti, e non solo loro, a non cullarsi sull'illusione di poter ottenere pensioni copiose e poco pagate, come quelle dei loro padri, perché il prezzo di tale "miracolo" è stato quello di azzerare i patrimoni degli Enti scaricando gli ulteriori costi eccedenti tali azzeramenti come ulteriore indebitamento a carico delle generazioni future.

Riteniamo che la sostenibilità di una Cassa, quand'anche adotti il sistema di calcolo contributivo, debba essere di tipo logico.

La logica e la prassi dei sistemi contributivi consentono di riconoscere a posteriori i rendimenti sui contributi versati: tali rendimenti debbono essere commisurati alla effettiva crescita di una adeguata parte della massa reddituale e all'effettivo rendimento del patrimonio.

E’ necessario, infatti, sapere che il tasso di crescita di una adeguata parte della massa reddituale è un tasso di rendimento potenzialmente riconoscibile al debito del sistema.

E’ necessario, pertanto, valutare il debito del sistema pensionistico, variabile fondamentale per calcolare il rendimento che il sistema può riconoscere.

Non è sufficiente valutare la spesa futura per anni di gestione mediante le proiezioni del bilancio tecnico.

Occorre, quindi, che i rendimenti che il sistema riconosce al debito pensionistico siano correlati a quelli effettivamente prodotti annualmente dallo stesso.

In questo modo il debito del sistema cresce in modo correlato ai rendimenti in grado di sostenerlo e, quindi, tale sostenibilità risulta logicamente conseguibile.

Oggi si sta cercando di accreditare l'utilizzo dell'approccio stocastico per le proiezioni attuariali come strumento idoneo a rafforzarne l'efficienza.

Ricordiamo che l'utilizzo dei modelli stocastici è stato pesantemente ridimensionato nel settore finanziario nel quale tali modelli hanno dimostrato la loro rischiosità.

Non bisogna dimenticare che l'enorme crisi che ha colpito in questi ultimi anni non solo i mercati finanziari, ma anche l'economia reale ha tratto origine anche dalla creazione di innumerevoli titoli derivati e strutturati "garantiti dall'approccio modellistico stocastico".

Da ultimo è evidente che l'asset liability management è tanto più efficiente quanto più i tassi passivi riconosciuti dal sistema pensionistico alle sue liabilities, cioè alle pensioni, sono agganciati ai tassi attivi per il sistema effettivamente prodotti, cioè a quelli connessi alla effettiva crescita di una adeguata parte della massa reddituale e a quelli connessi agli effettivi rendimenti finanziari prodotti dal patrimonio, così come da noi proposto.

30-03-2012

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Il problema della sostenibilità di una Cassa di previdenza è un problema complesso che non è stato, sino ad ora, affrontato in modo adeguato.Il problema della sostenibilità di una Cassa di previdenza è un problema complesso che non è stato, sino ad ora, affrontato in modo adeguato.Le disastrose situazioni che le gestioni delle Casse di previdenza di vecchia generazione hanno prodotto in termini di sostenibilità e di equità intergenerazionale ne sono gli inconfutabili testimoni.La norma di “equilibrio tra entrate contributive e spesa per prestazioni pensionistiche”, contenuta nel cosiddetto “decreto salva Italia”, non migliora certo la situazione.Riteniamo oramai inevitabile che le Casse di previdenza passino al sistema contributivo.Rimanere in un sistema reddituale significa, infatti, continuare a fare delle promesse pensionistiche a priori, basate cioè sui tassi di rendimento impliciti nel sistema stesso, ovvero contenuti nelle sue regole di calcolo, tassi che risultano sostenibili solo se gli effettivi andamenti dei tassi determinanti per la sostenibilità, che sono prima di tutto quello di variazione una adeguata parte della massa reddituale e quello di rendimento del patrimonio, risultano non inferiori a quelli impliciti. Rileviamo che sebbene la valutazione di sostenibilità per previsione normativa debba essere effettuata mediante le proiezioni attuariali tuttavia la medesima previsione normativa ha dimenticato di imporre la verifica a posteriori delle ipotesi utilizzate.Pertanto nel successivo bilancio tecnico si possono riutilizzare le ipotesi di rendimento esplicito ed implicito del sistema utilizzate nel precedente bilancio tecnico anche se, alla prova dei fatti, si sono rivelate assolutamente infondate in quanto eccessivamente ottimistiche. In tale modo nella realtà virtuale futura del sistema pensionistico rappresentata dalla previsione attuariale del nuovo bilancio tecnico si determina una sostenibilità basata su tassi di rendimento che la realtà ha smentito.Il problema è che in tale caso, cioè se i tassi determinanti per la sostenibilità risultano nella realtà inferiori a quelli impliciti - e ciò accade quasi sempre, come tutta l’esperienza dimostra, perché i tassi impliciti nelle regole di calcolo della pensione sono troppo elevati - in una logica di tipo reddituale la promessa pensionistica è formulata già in termini di prestazione e, quindi, basandosi sul principio giuridico del diritto acquisito, deve essere comunque rispettata.Questo fatto determina un ulteriore disavanzo del sistema, disavanzo che risulta “scaricato” sulle generazioni future, con evidente dispregio del principio di equità intergenerazionale e con un’ulteriore compromissione della sostenibilità in quanto basata su di un indebitamento che non può crescere a dismisura come l’esperienza del debito pubblico italiano dimostra.Invitiamo i giovani professionisti, e non solo loro, a non cullarsi sull’illusione di poter ottenere pensioni copiose e poco pagate, come quelle dei loro padri, perché il prezzo di tale “miracolo” è stato quello di azzerare i patrimoni degli Enti scaricando gli ulteriori costi eccedenti tali azzeramenti come ulteriore indebitamento a carico delle generazioni future.Riteniamo che la sostenibilità di una Cassa, quand’anche adotti il sistema di calcolo contributivo, debba essere di tipo logico.La logica e la prassi dei sistemi contributivi consentono di riconoscere a posteriori i rendimenti sui contributi versati: tali rendimenti debbono essere commisurati alla effettiva crescita di una adeguata parte della massa reddituale e all’effettivo rendimento del patrimonio.E’ necessario, infatti, sapere che il tasso di crescita di una adeguata parte della massa reddituale è un tasso di rendimento potenzialmente riconoscibile al debito del sistema.E’ necessario, pertanto, valutare il debito del sistema pensionistico, variabile fondamentale per calcolare il rendimento che il sistema può riconoscere. Non è sufficiente valutare la spesa futura per anni di gestione mediante le proiezioni del bilancio tecnico.Occorre, quindi, che i rendimenti che il sistema riconosce al debito pensionistico siano correlati a quelli effettivamente prodotti annualmente dallo stesso.In questo modo il debito del sistema cresce in modo correlato ai rendimenti in grado di sostenerlo e, quindi, tale sostenibilità risulta logicamente conseguibile.Oggi si sta cercando di accreditare l’utilizzo dell’approccio stocastico per le proiezioni attuariali come strumento idoneo a rafforzarne l’efficienza.Ricordiamo che l’utilizzo dei modelli stocastici è stato pesantemente ridimensionato nel settore finanziario nel quale tali modelli hanno dimostrato la loro rischiosità. Non bisogna dimenticare che l’enorme crisi che ha colpito in questi ultimi anni non solo i mercati finanziari, ma anche l’economia reale ha tratto origine anche dalla creazione di innumerevoli titoli derivati e strutturati “garantiti dall’approccio modellistico stocastico”.Da ultimo è evidente che l’asset liability management è tanto più efficiente quanto più i tassi passivi riconosciuti dal sistema pensionistico alle sue liabilities, cioè alle pensioni, sono agganciati ai tassi attivi per il sistema effettivamente prodotti, cioè a quelli connessi alla effettiva crescita di una adeguata parte della massa reddituale e a quelli connessi agli effettivi rendimenti finanziari prodotti dal patrimonio, così come da noi proposto.

 


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