Riferimenti

Frequently Asked Questions

 

In questa pagina potete trovare una raccolta di domande e risposte sui lineamenti generali di un sistema pensionistico.

 

Cos’è la previdenza?

Chi si occupa della previdenza in Italia?

Che cos’è la pensione?

Qual è il sistema previdenziale in vigore in Italia e come si calcola la pensione?

Cosa sono i contributi?

Cosa significa metodo di calcolo di tipo retributivo o a prestazione definita?

Cosa significa metodo di calcolo di tipo contributivo o a contribuzione definita?

Cosa significa metodo di calcolo misto o pro- rata?

Cos’è il coefficiente di trasformazione?

Che differenza c’è tra aliquota contributiva e aliquota di computo?

 

Cos’è la previdenza?

La previdenza sociale è proprio il ramo della legislazione sociale che ha come fine la tutela del lavoratore (e dei familiari a suo carico) anche dai rischi conseguenti alla diminuzione o alla perdita della sua capacità lavorativa.

Il sistema della previdenza sociale si articola nelle seguenti forme di tutela: contro gli infortuni e le malattie professionali, contro la disoccupazione, prestazioni previdenziali per le malattie comuni e la tubercolosi, contro l’invalidità la vecchiaia ed a favore dei superstiti.

Tra le altre forme di tutela rientrano l’insieme delle prestazioni dovute per la maternità, quelle per i famigliari a carico e quelle dovute in relazione al verificarsi dell’evento malattia.

 

Chi si occupa della previdenza in Italia?

L’attuale configurazione del sistema previdenziale italiano è su tre pilastri:

  • 1° PILASTRO, ossia la Pensione Pubblica, frutto dell’Assicurazione Generale Obbligatoria (AGO), per invalidità, vecchiaia e superstiti (IVS), erogata dall’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (INPS) secondo nuove regole di calcolo, dal retributivo al contributivo, dall’Inpdap per i dipendenti dell’amministrazione pubblica e dalle Casse di Previdenza degli ordini professionali. L’Inps è l’ente maggiore per numero di prestazioni erogate, per numero di lavoratori interessati e per la quantità di contributi incassati.
  • 2° PILASTRO, ossia la Pensione Complementare, nata con lo scopo di dare al lavoratore la possibilità di costituirsi una seconda pensione, integrativa appunto, da aggiungere a quella obbligatoria erogata dagli enti di previdenza, al fine di conservare un tenore di vita analogo a quello assicurato dagli ultimi stipendi. Questa pensione è ottenuta attraverso la partecipazione ai Fondi Pensione istituiti da banche, assicurazioni, SGR e SIM, che possono essere negoziali o aperti ed hanno una gestione a capitalizzazione.
  • 3° PILASTRO, ossia la Pensione Integrativa Individuale,  si tratta delle forme pensionistiche complementari di tipo individuale, le quali possono essere attuate, oltre che mediante l'adesione a fondi pensione aperti, anche attraverso polizze assicurative individuali e forme di risparmio vincolate con finalità previdenziali.

 

Che cos’è la pensione?

Si intende per pensione la somma di denaro percepita mensilmente da chi interrompe il rapporto di lavoro perché ha raggiunto una determinata età (pensione di vecchiaia), ha prestato un certo numero di anni di servizio (pensione di anzianità), è rimasto invalido (pensione di inabilità o assegno di invalidità, a seconda dei casi). Oltre a quelle descritte, vi sono altri tipi di pensione, come quella di reversibilità (per i superstiti di pensionato o assicurato), complementare, privilegiata. La pensione può essere erogata da un sistema di previdenza esclusivamente pubblico o misto pubblico/privato.

 

Qual è il sistema previdenziale in vigore in Italia e come si calcola la pensione?

In Italia, dal 1995, è in vigore il sistema di calcolo della pensione di tipo “contributivo”. Mentre prima, con il sistema “retributivo”, la pensione dipendeva in gran parte dall’entità delle retribuzioni percepite negli anni immediatamente precedenti il pensionamento (era quindi importante arrivare a fine carriera con uno stipendio alto), con il sistema “contributivo” la pensione dipende dalla somma di tutti i contributi previdenziali versati nel corso della vita lavorativa. Più si versa e più alto sarà l’importo della pensione.

 

Cosa sono i contributi?

I contributi sono somme di denaro che lavoratori e datori di lavoro versano nel corso della loro vita attiva per sovvenzionare il sistema previdenziale di base (pensioni, cassa integrazione, disoccupazione, ecc.) e il Servizio Sanitario Nazionale (assistenza sanitaria pubblica). I contributi esistenti nel nostro Paese sono di diverse tipologie: obbligatori, figurativi, volontari ecc. Tra i contributi obbligatori distinguiamo i contributi previdenziali – per ottenere, alla fine della vita lavorativa, una pensione – e i contributi assistenziali finalizzati ad ottenere la copertura dei rischi legati all’invalidità, alla malattia, agli infortuni.

 

Cosa significa metodo di calcolo di tipo retributivo o a prestazione definita?

Il sistema a prestazione definita adottato in Italia, ed ancora vigente fino all’entrata a regime della Dini, basa la pensione sull’andamento delle retribuzioni o meglio, la base retributiva pensionabile si calcola facendo la media delle retribuzioni di un determinato numero di anni, in ragione di una prefissata aliquota di rendimento per ogni anno di anzianità.

Col sistema di calcolo retributivo la pensione è quindi svincolata dai contributi  e dall’aspettativa di vita dell’individuo.

Questo metodo si applica a coloro che risultano iscritti prima del 31 dicembre 1995, ed hanno maturato almeno 18 anni di contributi

 

Cosa significa metodo di calcolo di tipo contributivo o a contribuzione definita?

Con la Riforma Dini, L. 335/95, dal 1 gennaio 1996 tutti i nuovi lavoratori si pensioneranno con il metodo contributivo.

Coloro che al 31/12/95 hanno meno di 18 anni di contributi applicano questo metodo.

Con questa modalità di calcolo la pensione annua è commisurata al montante individuale dei contributi versati dall’attivo nell’intera vita lavorativa (non l’ultima parte della carriera come nel retributivo), applicando un coefficiente di trasformazione determinato in relazione all’età dell’assicurato all’atto del pensionamento, quindi alla sua aspettativa di vita, e ad ipotesi demografiche, economiche e finanziarie.

 

Cosa significa metodo di calcolo misto o pro- rata?

Consiste nell’applicare il metodo retributivo fino al 31 dicembre 1995 e quello contributivo per il periodo successivo.

 

Cos’è il coefficiente di trasformazione?

Si chiama "coefficiente di trasformazione", quella cifra definita per legge, per la quale va moltiplicato il "montante contributivo", e che determina la pensione che un individuo prenderà, quando va in pensione.

 

Che differenza c’è tra aliquota contributiva e aliquota di computo?

L’Aliquota contributiva è la quota percentuale da applicare alla retribuzione/reddito per la determinazione dell’importo della contribuzione dovuta ai fini previdenziali; mentre nel metodo di calcolo contributivo, l’aliquota contributiva di computo è la quota percentuale della retribuzione/reddito che viene accantonata per il calcolo della pensione e che in alcuni casi può differire dall’aliquota contributiva (di finanziamento).

 


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